INP, acronimo di Interaction to Next Paint, è una metrica di prestazione web introdotta da Google per misurare la reattività complessiva di una pagina durante l’intera visita dell’utente. A differenza delle metriche che si concentrano su singoli eventi isolati, INP osserva tutte le interazioni rilevanti — clic, tocchi e pressioni di tasti — e restituisce un valore che rappresenta la latenza percepita nel momento peggiore o quasi peggiore dell’esperienza di navigazione. In termini pratici, INP misura il tempo che intercorre tra l’azione dell’utente e il successivo aggiornamento visivo dell’interfaccia, cioè il momento in cui il browser è finalmente in grado di disegnare il frame successivo con il feedback atteso.

Dal punto di vista SEO, INP è entrato a far parte dei Core Web Vitals, l’insieme di indicatori che Google utilizza come segnale di esperienza di pagina. La metrica ha progressivamente sostituito il First Input Delay, che considerava soltanto la prima interazione e non teneva conto della reattività durante tutto il ciclo di vita della pagina. Per i professionisti del posizionamento, comprendere INP significa capire come la fluidità dell’interfaccia influenzi la percezione di qualità del sito e, di conseguenza, anche i risultati organici.

Che cosa misura esattamente INP

INP quantifica il ritardo tra un’interazione dell’utente e il frame successivo in cui il browser mostra una risposta visiva. Ogni interazione viene scomposta in fasi che includono l’attesa nella coda degli eventi, l’esecuzione dei gestori associati e la fase di presentazione. Il valore finale non è una media, ma una sintesi che privilegia le interazioni più lente, così da riflettere il caso peggiore percepito dall’utente.

Differenza rispetto al First Input Delay

Il First Input Delay misurava unicamente il ritardo della primissima interazione, spesso un clic su un elemento già visibile. INP è più completo perché considera tutte le interazioni, anche quelle che avvengono dopo diversi secondi di permanenza sulla pagina. Questo lo rende più rappresentativo della reattività reale, soprattutto nei siti ricchi di componenti dinamici.

Come si interpreta il valore

Un INP basso indica che la pagina risponde rapidamente alle azioni dell’utente. Valori contenuti suggeriscono un’interfaccia fluida e reattiva, mentre valori elevati segnalano ritardi che l’utente percepisce come blocchi o rallentamenti. Le soglie di riferimento pubblicate da Google distinguono tra esperienza buona, da migliorare e scarsa.

Le soglie di riferimento

Google definisce tre intervalli per classificare INP: buono, da migliorare e scarso. Queste soglie aiutano i team a stabilire obiettivi misurabili e a prioritizzare gli interventi di ottimizzazione. La valutazione avviene tipicamente al 75° percentile dei dati raccolti dagli utenti reali.

MetricaCosa misuraSoglia buonaAmbito di osservazione
INPReattività a tutte le interazioniFino a 200 millisecondiIntero ciclo di vita della pagina
First Input DelayRitardo della prima interazioneFino a 100 millisecondiSolo la prima interazione
Largest Contentful PaintVelocità di caricamento percepitaFino a 2,5 secondiElemento principale visibile
Cumulative Layout ShiftStabilità visiva della paginaFino a 0,1Spostamenti inattesi degli elementi

Perché INP conta per la SEO

I Core Web Vitals costituiscono un insieme di segnali che Google valuta insieme ad altri fattori di esperienza di pagina. Un INP elevato può indicare un’interfaccia poco reattiva, con possibili ripercussioni sulla soddisfazione dell’utente e sui comportamenti di navigazione, come l’aumento della frequenza di rimbalzo. Poiché la qualità dell’esperienza è un elemento considerato nel posizionamento, migliorare INP rientra tra le attività di ottimizzazione tecnica di un sito.

Effetti indiretti sulle prestazioni organiche

Un’interfaccia lenta scoraggia l’interazione e riduce il tempo di permanenza, fattori che possono influenzare indirettamente i risultati di ricerca. Inoltre, gli utenti che percepiscono ritardi tendono a tornare ai risultati di ricerca per cercare alternative, alimentando segnali negativi di soddisfazione complessiva.

Come migliorare INP

Ottimizzare INP significa ridurre il lavoro che il browser deve svolgere durante la gestione delle interazioni. Le cause più comuni di valori elevati sono operazioni lunghe sul thread principale, aggiornamenti dell’interfaccia troppo onerosi e risorse che competono per la stessa attenzione del processore. Di seguito una sequenza di interventi consigliati, dal più immediato al più strutturale.

  1. Ridurre la durata delle operazioni che bloccano il thread principale, suddividendo i compiti lunghi in unità più piccole.
  2. Rinviare le attività non urgenti, così da lasciare libera la risorsa di calcolo durante le interazioni.
  3. Limitare il lavoro di rendering, evitando aggiornamenti visivi inutili o ridondanti.
  4. Ottimizzare i gestori degli eventi, applicando la tecnica della delegazione e riducendo i calcoli superflui.
  5. Ridurre il peso delle risorse di stile e di comportamento caricate nella fase iniziale.
  6. Utilizzare il caricamento differito per i componenti non visibili nella prima schermata.
  7. Monitorare i dati degli utenti reali per individuare le interazioni più lente e intervenire in modo mirato.
  8. Verificare i miglioramenti con misurazioni ripetute, confrontando i valori prima e dopo le modifiche.

Misurazione e strumenti

INP può essere rilevato sia sul campo, attraverso i dati raccolti dagli utenti reali, sia in laboratorio, tramite strumenti di analisi delle prestazioni. I dati sul campo offrono una fotografia autentica dell’esperienza, mentre le misurazioni in laboratorio consentono di riprodurre e diagnosticare i problemi in modo controllato. L’integrazione con le piattaforme di analisi e con la console per sviluppatori permette di isolare le interazioni critiche e di comprenderne le cause.

Domande frequenti su INP

Che cosa significa la sigla INP?

INP sta per Interaction to Next Paint e indica il tempo che intercorre tra un’interazione dell’utente e il successivo aggiornamento visivo della pagina.

INP ha sostituito il First Input Delay?

Sì, INP ha progressivamente preso il posto del First Input Delay all’interno dei Core Web Vitals, offrendo una misura più completa della reattività.

Qual è un buon valore di INP?

Un valore considerato buono è pari o inferiore a 200 millisecondi, misurato al 75° percentile dei dati raccolti dagli utenti reali.

INP influisce direttamente sul posizionamento?

INP è un segnale di esperienza di pagina valutato insieme ad altri fattori; non agisce da solo, ma contribuisce alla qualità complessiva dell’esperienza utente.

Quali sono le cause più comuni di un INP elevato?

Le cause tipiche includono operazioni lunghe sul thread principale, gestori di eventi onerosi e aggiornamenti dell’interfaccia che richiedono troppo lavoro di rendering.

Come si verifica il miglioramento di INP?

Si confrontano i dati sul campo raccolti prima e dopo gli interventi, affiancando misurazioni in laboratorio per confermare la riduzione dei ritardi nelle interazioni critiche.