L’external linking, in italiano “collegamento esterno”, indica l’insieme delle pratiche con cui una pagina web rimanda ad altre risorse pubblicate su domini differenti. Nel contesto della Search Engine Optimization, il termine viene usato soprattutto per descrivere i link in uscita che un sito inserisce al proprio interno per citare fonti, approfondimenti o riferimenti autorevoli. Si tratta quindi di un concetto speculare al link building, che riguarda invece i link in entrata.

Un collegamento esterno ben gestito può migliorare l’esperienza di lettura, rafforzare la credibilità di un contenuto e aiutare i motori di ricerca a comprendere il contesto di una pagina. Al contrario, un uso eccessivo o poco curato dei link in uscita può distrarre l’utente e disperdere l’autorità della pagina. Per questo motivo la gestione dei collegamenti esterni rientra tra le attività ordinarie di chi si occupa di SEO.

Che cosa si intende per external linking

L’external linking riguarda tutti i collegamenti ipertestuali che puntano verso URL esterni al dominio di pubblicazione. Un articolo di blog che cita uno studio pubblicato su un sito universitario, una scheda prodotto che rimanda al sito del produttore o una guida che collega la documentazione ufficiale di un software sono tutti esempi di collegamenti esterni.

Nella letteratura SEO questi link vengono distinti dai collegamenti interni, che collegano pagine appartenenti allo stesso dominio. La distinzione non è solo tecnica: cambia infatti il modo in cui i motori di ricerca valutano il passaggio di autorità e cambia anche il comportamento dell’utente, che abbandona il sito per raggiungere una risorsa diversa.

Differenza tra link in uscita e link in entrata

È frequente confondere i due concetti, perché entrambi vengono descritti come “link esterni”. In realtà la prospettiva cambia completamente a seconda del punto di osservazione. Un collegamento è in uscita per il sito che lo pubblica ed è in entrata per il sito che lo riceve.

Il punto di vista del sito che pubblica

Chi pubblica un collegamento in uscita decide di indirizzare parte del traffico verso una risorsa terza. Questa scelta ha effetti sulla percezione di qualità della pagina, sul tempo di permanenza sul sito e sulla distribuzione della cosiddetta autorità interna.

Il punto di vista del sito che riceve

Chi riceve un collegamento in entrata ottiene un segnale di fiducia, tanto più forte quanto più il sito di origine è considerato autorevole e tematicamente affine. Il link building consiste proprio nel cercare di ottenere collegamenti in entrata di qualità.

Tipi di collegamenti esterni

I collegamenti esterni si distinguono in base ad alcune caratteristiche tecniche che ne modificano il comportamento. Conoscere queste differenze è utile per scegliere la soluzione più adatta a ogni singolo caso.

TipoComportamentoUso tipicoEffetto SEO
Collegamento sempliceApre la risorsa nella stessa schedaApprofondimenti interni al flusso di letturaTrasmette autorità alla pagina di destinazione
Collegamento con attributo nofollowApre la risorsa ma segnala di non seguirlaContenuti sponsorizzati o non verificatiNon trasmette autorità in modo diretto
Collegamento con attributo sponsoredIdentifica un rapporto commercialePubblicità e collaborazioni retribuiteSegnala la natura promozionale del link
Collegamento con attributo ugcIndica un contenuto generato dagli utentiCommenti, forum, recensioniAiuta a distinguere i contributi esterni
Collegamento con attributo noreferrerNon comunica la pagina di provenienzaRiservatezza e sicurezzaNon incide direttamente sul posizionamento

Buone pratiche per i collegamenti in uscita

Non esistono regole rigide sul numero di collegamenti esterni da inserire in una pagina. Esistono però criteri ricorrenti che aiutano a mantenere il contenuto utile per chi legge e coerente per i motori di ricerca.

  1. Collegare solo fonti pertinenti all’argomento trattato, evitando rimandi casuali.
  2. Verificare che la pagina di destinazione sia raggiungibile e ancora attiva.
  3. Preferire fonti autorevoli, primarie o ufficiali quando l’informazione deve essere attendibile.
  4. Inserire il collegamento all’interno di un testo significativo, evitando formule generiche come “clicca qui”.
  5. Limitare il numero di link in uscita per non disperdere l’attenzione del lettore.
  6. Segnalare con gli attributi opportuni i collegamenti commerciali o non verificati.
  7. Controllare periodicamente i link già pubblicati per rimuovere quelli non più funzionanti.
  8. Mantenere coerenza tra il contenuto della pagina e la risorsa verso cui si rimanda.

Errori comuni e valutazione

Tra gli errori più diffusi rientra l’abitudine di accumulare collegamenti esterni senza una reale necessità informativa, nella convinzione che ciò aumenti l’autorevolezza della pagina. In realtà un eccesso di link in uscita può ridurre il valore percepito del contenuto e allontanare il lettore troppo presto.

Un altro errore consiste nel collegare siti di bassa qualità o tematicamente distanti, che indeboliscono la coerenza complessiva della pagina. Anche l’uso improprio degli attributi di qualificazione rappresenta un problema, perché segnalare in modo scorretto la natura di un collegamento può essere interpretato come un tentativo di manipolare i risultati di ricerca.

Come valutare un collegamento esterno

Prima di pubblicare un link conviene porsi alcune domande: la risorsa aggiunge un’informazione che il lettore non trova nella pagina? Il sito di destinazione è affidabile e aggiornato? Il collegamento è davvero necessario o ripetitivo? Se la risposta è positiva, il link ha buone probabilità di essere un valore aggiunto.

Domande frequenti sull’external linking

Che differenza c’è tra external linking e link building?

L’external linking riguarda i collegamenti in uscita che un sito pubblica verso altre risorse. Il link building riguarda invece l’attività di ottenere collegamenti in entrata da altri siti verso il proprio.

I collegamenti esterni fanno bene al posizionamento?

Non esiste una relazione automatica tra numero di link in uscita e posizionamento. Collegamenti pertinenti e autorevoli possono migliorare la qualità percepita della pagina, ma non sostituiscono un contenuto solido e ben strutturato.

Quanti link esterni si possono inserire in una pagina?

Non c’è un limite numerico stabilito. La buona pratica suggerisce di inserire solo i collegamenti utili al lettore, evitando accumuli che distolgano dall’argomento principale.

Quando usare l’attributo nofollow?

L’attributo nofollow viene usato quando non si desidera trasmettere autorità alla pagina di destinazione, ad esempio per contenuti sponsorizzati, commenti o risorse di cui non si garantisce l’affidabilità.

Un collegamento esterno fa perdere traffico al sito?

Può accadere se il collegamento apre la risorsa nella stessa scheda e l’utente non torna indietro. Per questo molti siti aprono i link esterni in una nuova scheda, mantenendo aperta la pagina di partenza.

I collegamenti esterni vanno controllati nel tempo?

Sì, è opportuno verificare periodicamente che le pagine collegate siano ancora attive e pertinenti. Un link che punta a una risorsa non più disponibile peggiora l’esperienza di lettura e la credibilità del contenuto.