L’intelligenza artificiale generativa è l’insieme dei sistemi capaci di produrre contenuti nuovi, come testo, immagini, audio, video o codice, a partire da una richiesta espressa in linguaggio naturale. A differenza dei sistemi che si limitano a classificare un dato o a prevedere un valore, questi modelli restituiscono un artefatto originale, costruito a partire dalle regolarità statistiche apprese durante l’addestramento.

Il termine si è diffuso con l’arrivo dei grandi modelli linguistici e dei generatori di immagini, ma descrive un principio più ampio: un sistema apprende la distribuzione statistica di un insieme di dati e la usa per campionare esempi plausibili che nei dati originali non erano presenti. Per chi lavora sul web la rilevanza è concreta, perché questi sistemi sono diventati anche interfacce di accesso all’informazione: un contenuto pubblicato può essere letto, sintetizzato o citato da un modello prima ancora di essere visitato da una persona.

Come funziona l’intelligenza artificiale generativa

Il funzionamento poggia su due fasi distinte. Nella prima il modello viene addestrato su grandi quantità di esempi e impara quali elementi tendono a seguirne altri. Nella seconda, quella di generazione, il modello riceve un input e produce l’output un pezzo alla volta, scegliendo ogni volta fra le continuazioni più probabili secondo quanto appreso.

Addestramento e rappresentazione dei dati

Durante l’addestramento i contenuti vengono convertiti in rappresentazioni numeriche che il modello può confrontare. Il sistema non conserva una copia dei testi o delle immagini di partenza: conserva i parametri che descrivono le relazioni ricorrenti fra quegli elementi. È questa la ragione per cui un modello generativo può produrre un risultato coerente su un argomento senza disporre di un documento specifico da cui copiarlo.

Generazione probabilistica

La generazione non è deterministica. A ogni passo il modello dispone di una distribuzione di possibili continuazioni e ne seleziona una; parametri come la temperatura regolano quanto la scelta possa allontanarsi dall’opzione più probabile. Valori bassi producono risultati prevedibili e ripetitivi, valori alti aumentano la varietà ma anche il rischio di uscite incoerenti. La stessa richiesta può quindi generare risposte diverse in momenti diversi.

Principali tipologie di sistemi generativi

Tipo di modelloCosa produceEsempio di impiego
Modelli linguisticiTesto e codiceRisposta a una domanda, sintesi di un documento
Modelli di diffusioneImmaginiIllustrazione generata da una descrizione testuale
Modelli audioVoce e suonoSintesi vocale, doppiaggio automatico
Modelli multimodaliOutput di tipo mistoDescrizione del contenuto di un’immagine o di un grafico

Limiti e rischi da conoscere

Un sistema generativo produce ciò che è statisticamente plausibile, non ciò che è verificato. Questa distinzione è il punto di partenza per usarlo correttamente.

Contenuti inventati ma verosimili

Un modello può restituire nomi, date, citazioni o riferimenti inesistenti presentandoli con lo stesso tono delle informazioni corrette. Il fenomeno non dipende da un errore occasionale, ma dal meccanismo stesso di generazione, che ottimizza la plausibilità della forma e non l’esattezza del contenuto. Per questo ogni dato fattuale ottenuto da un sistema generativo va verificato su una fonte indipendente prima di essere usato.

Opacità delle fonti

Nella maggior parte dei casi il modello non è in grado di indicare da quale documento derivi una singola affermazione, perché l’informazione non è archiviata come documento. I sistemi che mostrano citazioni lo fanno in genere perché sono collegati a un motore di ricerca o a un archivio consultato al momento della richiesta, non perché il modello ricordi la provenienza di quanto ha appreso.

Come valutare un contenuto generato

Prima di utilizzare un testo prodotto da un sistema generativo conviene sottoporlo a una sequenza fissa di controlli, perché gli errori tipici non sono casuali ma ricorrenti.

  1. Verificare ogni dato numerico, data, nome proprio e citazione su una fonte indipendente.
  2. Controllare che i riferimenti indicati esistano davvero e trattino l’argomento dichiarato.
  3. Accertarsi che il testo risponda alla domanda posta e non a una domanda simile.
  4. Eliminare le affermazioni generiche che potrebbero valere per qualsiasi argomento.
  5. Rileggere il risultato verificando che non contenga istruzioni o frammenti della richiesta iniziale.

Intelligenza artificiale generativa e visibilità online

La diffusione di assistenti conversazionali e di risposte generate direttamente nelle pagine dei risultati cambia il modo in cui un contenuto viene raggiunto. Una parte delle domande che prima portavano a un elenco di collegamenti riceve oggi una risposta sintetica, costruita a partire da più fonti. Ne deriva un’attenzione nuova alla chiarezza delle definizioni, alla struttura delle pagine e alla presenza di informazioni verificabili e attribuibili, elementi che rendono un contenuto più facile da citare in modo corretto. È questo il terreno su cui si muovono le pratiche indicate come GEO e AEO, che affiancano il lavoro di ottimizzazione per i motori di ricerca senza sostituirlo.

Per un inquadramento generale del concetto è possibile consultare la voce Intelligenza artificiale generativa su Wikipedia.

Domande frequenti sull’intelligenza artificiale generativa

Che differenza c’è fra intelligenza artificiale e intelligenza artificiale generativa?

L’intelligenza artificiale comprende anche sistemi che classificano, ordinano o prevedono senza creare nulla di nuovo. Quella generativa è il sottoinsieme che restituisce un contenuto originale come risultato.

Un modello generativo copia i testi su cui è stato addestrato?

Nel funzionamento ordinario no, perché conserva parametri statistici e non i documenti. In casi limite un testo molto ripetuto nei dati può essere riprodotto quasi identico, ma non è il comportamento previsto.

Perché la stessa domanda riceve risposte diverse?

Perché la generazione è probabilistica: a ogni passo il sistema sceglie fra più continuazioni possibili, e parametri come la temperatura determinano quanto quella scelta possa variare.

I contenuti generati possono essere pubblicati senza controllo?

No. Vanno verificati nei dati, nelle fonti e nella coerenza con l’argomento, perché il modello ottimizza la plausibilità della forma e non l’esattezza dei fatti.

L’intelligenza artificiale generativa sostituisce i motori di ricerca?

Non li sostituisce. Molti sistemi si appoggiano proprio a un motore per recuperare documenti aggiornati; cambia semmai l’interfaccia con cui l’informazione viene presentata a chi la cerca.