L’ID client Analytics è un identificatore numerico che Google Analytics assegna a ogni dispositivo o browser da cui viene raccolta una visita. Si tratta di un valore pseudonimo, generato automaticamente dalla piattaforma, che permette di distinguere un utente ricorrente da un nuovo visitatore senza raccoglierne direttamente le generalità. In altre parole, l’ID client funge da chiave interna per collegare tra loro le interazioni attribuite allo stesso dispositivo in un determinato arco temporale.

Comprendere il funzionamento dell’ID client è importante per chi si occupa di analisi web, perché da esso dipendono il conteggio degli utenti unici, la ricostruzione dei percorsi di navigazione e l’accuratezza di metriche come la frequenza di rimbalzo o il tasso di conversione. Poiché l’identificatore è legato al dispositivo e non alla persona, la sua interpretazione richiede sempre una certa prudenza metodologica.

Che cos’è l’ID client Analytics

L’ID client è una stringa numerica che Google Analytics genera e memorizza sul dispositivo dell’utente al momento della prima visita. Nelle versioni più recenti della piattaforma, come Google Analytics 4, l’identificatore viene conservato in un cookie di prima parte e assume la forma di un valore composto da due numeri separati da un punto. La prima parte identifica il dominio di raccolta, la seconda il singolo dispositivo.

Quando lo stesso dispositivo torna sul sito, la piattaforma legge il valore memorizzato e lo riconosce come già noto, evitando di creare un nuovo identificatore. Questo meccanismo consente di attribuire più sessioni allo stesso ID client e di misurare così il comportamento di ritorno dei visitatori.

Differenza rispetto all’ID utente

L’ID client non va confuso con l’ID utente, ossia la funzione opzionale con cui un sito può associare a un identificatore interno, come il numero di account di un iscritto, le attività svolte su dispositivi diversi. L’ID client opera invece a livello di singolo dispositivo e non richiede alcun accesso autenticato.

Come viene generato e conservato

La generazione avviene lato piattaforma, in modo automatico, non appena il codice di misurazione viene caricato sulla pagina. Il valore assegnato è casuale e non contiene informazioni personali riconducibili direttamente all’utente. La conservazione dipende dalle impostazioni del browser e dalle scelte espresse dall’utente in materia di cookie.

La durata del cookie può essere configurata e, in assenza di interazioni, tende a scadere dopo un periodo predefinito. Se l’utente cancella i cookie, naviga in incognito o utilizza dispositivi differenti, la piattaforma genera un nuovo ID client e il visitatore viene conteggiato come distinto.

Impatto della cancellazione dei cookie

La cancellazione dei cookie azzera la continuità della misurazione: lo stesso individuo può risultare come più utenti separati. Questo fenomeno incide sulla precisione dei report e rende più difficile stimare il reale numero di persone che hanno visitato un sito.

Utilizzi principali nell’analisi web

L’ID client è alla base di numerose elaborazioni statistiche. Serve a contare gli utenti unici, a distinguere i nuovi visitatori da quelli di ritorno, a ricostruire le sessioni e a collegare le conversioni alle interazioni che le hanno precedute. Senza un identificatore stabile, molte metriche perderebbero coerenza.

Gli analisti lo utilizzano anche per segmentare il pubblico, per studiare la fedeltà nel tempo e per individuare comportamenti anomali. In ambito pubblicitario, l’identificatore può essere impiegato, nel rispetto delle normative vigenti, per finalità di remarketing e di attribuzione delle campagne.

Ruolo nella misurazione delle conversioni

Quando un utente completa un’azione di valore, come un acquisto o una registrazione, la piattaforma associa la conversione all’ID client corrispondente. Ciò permette di ricostruire il percorso che ha portato al risultato e di valutare l’efficacia dei diversi canali di acquisizione.

Limiti, privacy e conformità

Poiché l’ID client è un dato pseudonimo, il suo trattamento rientra tra le attività soggette alle normative sulla protezione dei dati personali. In Europa il riferimento è il Regolamento generale sulla protezione dei dati, che richiede una base giuridica adeguata e un’informativa chiara agli utenti.

La progressiva riduzione dei cookie di terze parti e le nuove funzioni di consenso hanno modificato il modo in cui gli identificatori vengono raccolti e utilizzati. Le piattaforme di analisi hanno introdotto modalità di misurazione più rispettose della riservatezza, basate su modelli statistici e su dati aggregati.

Differenze tra le versioni della piattaforma

Nelle versioni precedenti l’identificatore era legato a un cookie di terze parti gestito dal dominio della piattaforma. Nelle versioni più recenti il modello è cambiato e la misurazione si appoggia a identificatori di prima parte e a segnali aggiuntivi, con implicazioni diverse sul piano della durata e della portata.

AspettoID clientID utenteCookie di sessione
AmbitoSingolo dispositivo o browserPersona autenticataSingola visita
GenerazioneAutomaticaSu configurazione del sitoAutomatica
DurataPersistente fino a scadenzaPersistenteBreve, fino a fine sessione
Richiede loginNoSìNo
Uso tipicoConteggio utenti e sessioniAnalisi cross-deviceGestione della navigazione

Buone pratiche di gestione

Per ottenere dati affidabili è opportuno adottare alcune accortezze operative. Di seguito una sequenza di passaggi utili a chi amministra un sito o un profilo di analisi.

  1. Verificare che il codice di misurazione sia presente su tutte le pagine rilevanti.
  2. Controllare periodicamente la durata e le impostazioni del cookie di prima parte.
  3. Raccogliere il consenso degli utenti prima di attivare la misurazione, ove richiesto.
  4. Documentare nella privacy policy l’uso degli identificatori e le finalità del trattamento.
  5. Attivare, quando disponibile, l’ID utente per migliorare l’analisi su più dispositivi.
  6. Confrontare i dati della piattaforma con altre fonti per individuare eventuali scostamenti.
  7. Aggiornare le configurazioni in caso di modifiche normative o di nuove funzioni della piattaforma.
  8. Formare il personale interno sui limiti interpretativi degli identificatori pseudonimi.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra ID client e ID utente?

L’ID client identifica un dispositivo o un browser, mentre l’ID utente identifica una persona autenticata e può unire più dispositivi sotto lo stesso profilo. Il primo è sempre presente, il secondo va configurato espressamente.

L’ID client contiene dati personali?

Di per sé è un valore pseudonimo e non riporta nome, indirizzo o altre generalità. Tuttavia, se associato ad altre informazioni, può contribuire a identificare una persona e rientra quindi tra i dati soggetti alla normativa sulla protezione dei dati personali.

Perché lo stesso utente può avere più ID client?

Ogni dispositivo, browser o profilo di navigazione genera un identificatore distinto. Anche la cancellazione dei cookie o l’uso della navigazione anonima produce un nuovo ID client, per cui la stessa persona può risultare come più utenti separati.

Quanto dura un ID client?

La durata dipende dalle impostazioni del cookie e dalle scelte dell’utente. In generale l’identificatore resta attivo finché non scade o non viene cancellato, e può essere rinnovato a ogni nuova interazione secondo la configurazione adottata.

L’ID client viene usato per la pubblicità?

Può essere impiegato per finalità di misurazione delle campagne e, in alcuni contesti, di remarketing, sempre nel rispetto delle normative e delle preferenze espresse dall’utente. L’uso pubblicitario richiede basi giuridiche e informative specifiche.

Come si verifica l’ID client di una visita?

Gli strumenti di diagnostica della piattaforma e le estensioni per sviluppatori del browser permettono di visualizzare i parametri trasmessi durante la navigazione, tra cui l’identificatore assegnato. L’analisi di questi valori aiuta a controllare che la misurazione funzioni correttamente.

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