Google Search Console è lo strumento gratuito con cui Google comunica ai proprietari di un sito come questo viene scansionato, indicizzato e presentato nei risultati di ricerca. Fornisce dati che nessun’altra fonte può offrire, perché provengono direttamente dal motore e non da una stima esterna.
Lo strumento non serve a misurare il comportamento delle persone sul sito, compito che spetta ai sistemi di analisi del traffico, ma a osservare il rapporto fra il sito e il motore di ricerca: quali pagine sono state lette, quali sono state archiviate, per quali richieste sono state mostrate e con quale frequenza sono state selezionate.
A che cosa serve Google Search Console
Rendere osservabile il rapporto con il motore
L’utilità principale sta nel rendere osservabile una parte di processo altrimenti opaca. Senza questi dati è possibile sapere quante visite arrivano dal motore, ma non perché una pagina non compaia affatto, se sia stata esclusa e per quale ragione, o quali richieste generino visualizzazioni senza produrre visite.
Che cosa lo strumento non dice
Altrettanto importante è sapere quali domande restano fuori dalla sua portata. Lo strumento non indica perché una pagina occupi una determinata posizione, non elenca i siti concorrenti per una richiesta e non fornisce alcuna stima del valore economico delle visite. Non registra inoltre ciò che accade dopo l’arrivo sul sito. Attribuirgli queste funzioni porta a conclusioni errate, soprattutto quando si cerca nei suoi rapporti la spiegazione di un calo che dipende da fattori esterni al motore.
I rapporti principali
| Rapporto | Che cosa mostra | A che cosa risponde |
|---|---|---|
| Rendimento | Richieste, visualizzazioni, clic e posizione media | Per che cosa il sito viene mostrato |
| Indicizzazione delle pagine | Pagine archiviate ed escluse, con il motivo | Perché una pagina non compare |
| Controllo URL | Stato del singolo indirizzo | Che cosa sa il motore di questa pagina |
| Esperienza sulla pagina | Indicatori di caricamento e stabilità | Quali pagine risultano lente o instabili |
| Sitemap | Stato dei file inviati | Se gli indirizzi dichiarati sono stati letti |
Come si attiva il monitoraggio
L’accesso ai dati richiede di dimostrare il controllo sul sito, perché le informazioni non sono pubbliche.
- Scegliere il tipo di proprietà: l’intero dominio oppure un singolo prefisso di indirizzo.
- Completare la verifica con uno dei metodi previsti, come un record nel sistema dei nomi di dominio o un file caricato sul server.
- Inviare la sitemap, così da dichiarare quali indirizzi esistono.
- Attendere l’accumulo dei dati, che non sono retroattivi rispetto alla verifica.
- Controllare periodicamente il rapporto sull’indicizzazione, non soltanto quello sul rendimento.
Come si legge il rapporto sul rendimento
Le quattro misure di base
Il rapporto combina quattro misure che vanno interpretate insieme, perché ciascuna presa isolatamente può indurre in errore. Le visualizzazioni indicano quante volte una pagina è comparsa, i clic quante volte è stata selezionata, il loro rapporto descrive quanto il risultato mostrato risulti pertinente a chi legge, e la posizione media colloca il risultato rispetto agli altri.
Combinazioni ricorrenti e loro significato
Molte visualizzazioni con pochi clic segnalano in genere che il sito compare per richieste vicine ma non coincidenti con ciò che offre, oppure che titolo e descrizione mostrati non corrispondono all’attesa. Pochi clic accompagnati da una posizione elevata indicano invece che il risultato è visibile ma non convincente, e l’intervento riguarda il modo in cui la pagina si presenta nei risultati più che il contenuto.
La situazione opposta, un buon rapporto fra clic e visualizzazioni ma poche visualizzazioni complessive, descrive una pagina pertinente che però raggiunge poche richieste: qui il lavoro riguarda l’ampliamento degli argomenti trattati, non la presentazione. Confrontare due periodi omogenei è il modo più affidabile per distinguere un cambiamento reale da una normale oscillazione stagionale.
Limiti dei dati ed errori di lettura
I numeri vanno letti con alcune avvertenze. Le richieste mostrate non sono l’elenco completo: quelle molto rare vengono omesse per ragioni di riservatezza, quindi la somma dei clic per singola richiesta risulta inferiore al totale. La posizione media è una media di posizioni diverse in momenti e contesti diversi, e come tale può descrivere male situazioni disomogenee.
Anche l’intervallo temporale è limitato: i dati storici non risalgono indefinitamente, quindi un’esportazione periodica è l’unico modo per conservare serie lunghe. La documentazione ufficiale è consultabile nella guida introduttiva a Search Console, mentre una descrizione enciclopedica dello strumento si trova nella voce Google Search Console su Wikipedia.
Agli scarti dei dati si sommano alcuni errori di interpretazione ricorrenti. Il primo consiste nel trattare il calo di una singola richiesta come un problema del sito: spesso la variazione dipende da quante volte quella ricerca viene effettuata, non dalla posizione occupata. Il secondo riguarda l’uso del dato aggregato per decidere su una pagina specifica, quando i rapporti consentono di filtrare per singolo indirizzo e ottenere un quadro molto più preciso. Il terzo è la fretta: dopo una correzione il motore deve rileggere e rivalutare le pagine, e i rapporti si aggiornano con alcuni giorni di ritardo rispetto all’intervento.
Domande frequenti su Google Search Console
Search Console sostituisce un sistema di analisi del traffico?
No. Mostra il rapporto fra sito e motore di ricerca; il comportamento delle persone dopo l’arrivo sul sito viene misurato da strumenti diversi.
Perché i clic non coincidono con le visite registrate altrove?
Perché misurano eventi diversi: un clic sul risultato non sempre si traduce in una visita completata, e i due sistemi usano definizioni e filtri differenti.
L’uso dello strumento migliora il posizionamento?
Non direttamente. Fornisce le informazioni necessarie a individuare i problemi, ma il miglioramento dipende dagli interventi che ne conseguono.
Conviene verificare il dominio o il prefisso dell’indirizzo?
La verifica del dominio raccoglie i dati di tutti i sottodomini e dei protocolli, ed è in genere preferibile; il prefisso serve quando occorre osservare una sola sezione.
Che cosa indica una pagina segnalata come esclusa?
Che il motore l’ha considerata ma non archiviata. Il motivo indicato distingue le esclusioni volute dal sito da quelle decise dal motore, e determina il tipo di intervento necessario.
