L’analisi imbuto in Analytics è la pratica di studiare il percorso che un utente compie all’interno di un sito web o di un’applicazione, dalla prima interazione fino al raggiungimento di un obiettivo prestabilito. Invece di osservare le singole pagine in modo isolato, questo tipo di analisi mette in fila una serie di passaggi obbligati e misura quanti utenti superano ciascuno di essi. Il risultato è una rappresentazione visiva a forma di imbuto, largo in cima e stretto in fondo, che evidenzia dove il pubblico si disperde.

Gli strumenti di web analytics consentono di definire un imbuto indicando le tappe che l’utente deve attraversare, per esempio la visita di una pagina di destinazione, l’aggiunta di un prodotto al carrello, l’avvio della procedura di pagamento e la conferma dell’ordine. Per ogni fase vengono calcolati il numero di sessioni o di utenti che l’hanno raggiunta e la percentuale di abbandono rispetto alla fase precedente. Comprendere questi dati aiuta a individuare gli attriti e a ottimizzare l’esperienza, con effetti diretti sui tassi di conversione.

Che cosa misura l’analisi imbuto

L’analisi imbuto misura la progressione degli utenti attraverso una sequenza di eventi. Il valore principale è il tasso di conversione complessivo, cioè la quota di utenti che completa l’intero percorso rispetto a quanti lo hanno iniziato. Accanto a questo dato si osservano i tassi di conversione parziali, che indicano quanti utenti passano da una fase alla successiva.

Un altro indicatore centrale è il tasso di abbandono, ovvero la percentuale di utenti che interrompe il percorso in un punto specifico. Sommando gli abbandoni di tutte le fasi si ottiene una mappa delle criticità. In questo modo è possibile capire se il problema nasce dalla fase di scoperta, dalla selezione o dalla conclusione dell’acquisto.

Come si costruisce un imbuto in Analytics

La costruzione di un imbuto richiede innanzitutto la definizione dell’obiettivo finale e dei passaggi intermedi. Ogni passaggio deve corrispondere a un evento misurabile, come una visualizzazione di pagina, un clic su un pulsante o l’invio di un modulo. Una volta stabiliti i passaggi, si configura l’imbuto nello strumento di analisi selezionando le condizioni che li identificano.

Definizione delle fasi

Le fasi devono essere sequenziali e obbligatorie: se un utente può saltarne una, l’imbuto perde significato. È buona norma limitare il numero di passaggi per mantenere leggibile il risultato e concentrarsi sui momenti decisivi del percorso.

Scelta della finestra temporale

La finestra temporale indica entro quanto tempo l’utente deve completare il percorso. Una finestra troppo ampia rischia di includere conversioni non attribuibili alla sessione osservata, mentre una troppo stretta può escludere percorsi legittimi che richiedono più tempo.

Tipi di imbuto e ambiti di applicazione

Gli imbuti possono essere aperti o chiusi. In un imbuto chiuso le fasi sono rigide e l’utente deve seguirle nell’ordine previsto. In un imbuto aperto è ammesso che l’utente compia azioni diverse tra una fase e l’altra, purché raggiunga i passaggi stabiliti. La scelta dipende dalla natura del percorso e dal livello di controllo che si vuole esercitare sulla sequenza.

Gli ambiti di applicazione più comuni sono il commercio elettronico, la generazione di contatti commerciali e l’iscrizione a un servizio. Nel commercio elettronico l’imbuto segue in genere le tappe del carrello e del pagamento; nella generazione di contatti si concentra sulla compilazione di moduli; nell’iscrizione a un servizio osserva la registrazione e la prima attivazione.

Confronto tra approcci di analisi

L’analisi imbuto non è l’unico metodo disponibile per studiare il comportamento degli utenti. La tabella seguente mette a confronto alcuni approcci diffusi.

ApproccioCosa osservaPunto di forzaLimite principale
Analisi imbutoSequenza di fasi verso un obiettivoEvidenzia dove si perde l’utenteRichiede fasi ben definite
Analisi delle pagineVisualizzazioni e tempo per paginaSemplicità di letturaNon collega le pagine in un percorso
Mappe di calorePunti di clic e di attenzioneMostra il comportamento visivoNon misura la conversione
Test A/BDifferenze tra due variantiVerifica l’efficacia di una modificaRichiede traffico sufficiente
Analisi di coorteGruppi di utenti nel tempoMostra la fidelizzazioneMeno immediata da interpretare

Passaggi operativi per impostare l’analisi

Per ottenere risultati affidabili conviene seguire un metodo ordinato. I passaggi seguenti riassumono il flusso di lavoro tipico.

  1. Definire con chiarezza l’obiettivo finale del percorso da analizzare.
  2. Individuare le fasi intermedie obbligatorie e verificabili.
  3. Assicurarsi che ogni fase sia tracciata correttamente dallo strumento di misurazione.
  4. Configurare l’imbuto indicando le condizioni di ciascuna fase.
  5. Stabilire la finestra temporale entro cui il percorso deve concludersi.
  6. Raccogliere dati sufficienti prima di trarre conclusioni.
  7. Individuare le fasi con il tasso di abbandono più alto.
  8. Formulare ipotesi di miglioramento e verificarle con misurazioni successive.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra analisi imbuto e analisi del percorso?

L’analisi imbuto studia una sequenza predefinita di fasi verso un obiettivo, mentre l’analisi del percorso osserva liberamente i percorsi effettivi degli utenti. La prima è più rigida e mirata, la seconda più esplorativa.

Quante fasi dovrebbe avere un imbuto?

Non esiste un numero ideale. In genere si consiglia di limitarsi alle tappe davvero decisive, per evitare che il risultato diventi difficile da leggere e da interpretare.

L’analisi imbuto funziona anche senza traffico elevato?

Funziona, ma con numeri bassi le percentuali sono poco stabili. In questi casi conviene osservare periodi più lunghi prima di trarre conclusioni affidabili.

Perché il tasso di conversione dell’imbuto non coincide con quello generale?

Perché l’imbuto considera solo gli utenti che seguono la sequenza prevista entro la finestra temporale scelta. Chi completa l’obiettivo per altre vie resta fuori dal calcolo.

Come si riduce l’abbandono in una fase critica?

Si analizzano le cause probabili, come attriti nel modulo, tempi di caricamento o informazioni mancanti, e si interviene con modifiche mirate da verificare nel tempo.

L’analisi imbuto è utile anche per le applicazioni mobili?

Sì, purché gli eventi dell’applicazione siano tracciati correttamente. Le fasi tipiche riguardano l’installazione, la registrazione e il primo utilizzo delle funzioni principali.

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