L’importazione conversioni in Google Ads è la procedura con cui si caricano nella piattaforma pubblicitaria i dati relativi alle azioni di valore compiute dagli utenti, quando tali azioni non possono essere rilevate direttamente dal codice di tracciamento presente sul sito. In pratica, invece di affidarsi esclusivamente al monitoraggio automatico, l’inserzionista fornisce a Google Ads un file o un collegamento a una fonte esterna che descrive chi ha convertito, quando e con quale valore.

Questa funzione è utile in tutti i casi in cui la conversione avviene al di fuori del sito web, per esempio in un sistema di gestione delle relazioni con i clienti, in un call center, in un’applicazione mobile separata o in un negozio fisico. L’importazione consente di collegare a posteriori una vendita o un contatto telefonico a un clic pubblicitario generato in precedenza, migliorando la misurazione delle campagne e l’ottimizzazione automatica degli annunci.

Che cosa significa importare le conversioni

Importare le conversioni significa trasferire in Google Ads un insieme di eventi di conversione generati da una fonte di dati esterna. Ogni evento è identificato da un parametro di tracciamento, come l’identificatore del clic pubblicitario, che permette alla piattaforma di risalire all’annuncio, alla parola chiave e alla campagna che hanno originato il clic.

Il processo non sostituisce il monitoraggio tradizionale, ma lo integra. Le conversioni importate vengono trattate come le altre conversioni ai fini del rendiconto e delle strategie di offerta automatica, purché siano configurate correttamente e associate a un’azione di conversione dedicata.

Differenza rispetto al monitoraggio diretto

Il monitoraggio diretto avviene tramite un tag inserito nella pagina di ringraziamento o nell’applicazione, che segnala la conversione nel momento stesso in cui si verifica. L’importazione, invece, avviene in un secondo momento e richiede che la fonte esterna conservi l’identificatore del clic fino alla registrazione della conversione.

Quando è utile l’importazione

L’importazione è particolarmente indicata quando il percorso di conversione non si conclude online o quando il dato definitivo è disponibile solo in un sistema interno. Alcuni scenari tipici riguardano le vendite concluse al telefono, gli ordini gestiti da un gestionale, le prenotazioni confermate manualmente e le transazioni registrate in punti vendita fisici.

Un altro caso frequente riguarda le conversioni offline che dipendono da un processo di qualifica, come la verifica di un lead da parte di un operatore commerciale. In queste situazioni il valore della conversione può essere comunicato solo dopo diversi giorni, e l’importazione permette di aggiornare il dato senza modificare il sito.

Conversioni offline e conversioni migliorate

Le conversioni offline sono eventi che si verificano fuori dal canale digitale e vengono caricati successivamente. Le conversioni migliorate, invece, arricchiscono i dati inviati con informazioni hashed fornite dall’utente, come l’indirizzo di posta elettronica, per migliorare l’attribuzione quando i cookie non sono disponibili.

Come funziona il processo di importazione

Il processo si articola in alcune fasi principali. Anzitutto si crea un’azione di conversione dedicata con origine “importata”, che genera un identificatore univoco. Poi si raccolgono i dati dalla fonte esterna, includendo almeno l’identificatore del clic, la data e l’ora della conversione e, se disponibile, il valore monetario.

Successivamente i dati vengono formattati secondo lo schema richiesto e caricati tramite file, collegamento a un foglio di calcolo o connessione automatizzata. Infine Google Ads elabora il file, verifica la corrispondenza con i clic registrati e associa le conversioni alle campagne interessate.

Origini dei dati supportate

Le fonti più comuni sono i file caricati manualmente, i fogli di calcolo collegati e le integrazioni con piattaforme esterne. La scelta dipende dalla frequenza con cui le conversioni vengono aggiornate e dal grado di automazione disponibile nell’organizzazione.

Requisiti per una corretta associazione

Perché l’importazione funzioni, l’identificatore del clic deve essere stato salvato al momento della visita e conservato fino alla conversione. Se questo parametro manca o scade, la conversione non può essere collegata al clic e viene scartata.

Confronto tra metodi di importazione

MetodoFrequenza di aggiornamentoAutomazioneAdatto a
Caricamento manuale di fileSaltuariaBassaVolumi ridotti e test iniziali
Foglio di calcolo collegatoPeriodicaMediaTeam che già usano fogli condivisi
Integrazione con piattaforma esternaContinuaAltaAziende con gestionali strutturati
Conversione migliorata con dati utenteContinuaAltaAttribuzione senza cookie
Importazione da applicazione mobileContinuaAltaConversioni in app separate

Passaggi operativi consigliati

  1. Definire con chiarezza quali eventi esterni devono essere considerati conversioni e con quale valore.
  2. Creare in Google Ads un’azione di conversione con origine importata e assegnarle un nome riconoscibile.
  3. Verificare che il sito o l’applicazione salvino l’identificatore del clic insieme ai dati dell’utente.
  4. Raccogliere dalla fonte esterna l’identificatore, la data, l’ora e il valore della conversione.
  5. Formattare i dati secondo lo schema richiesto, rispettando i fusi orari e i formati di data.
  6. Caricare i dati tramite il metodo scelto e controllare il rapporto di elaborazione.
  7. Correggere eventuali righe scartate per identificatori mancanti o non corrispondenti.
  8. Monitorare nel tempo la coerenza tra conversioni importate e ricavi effettivi.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra conversione importata e conversione monitorata?

La conversione monitorata viene registrata automaticamente da un tag nel momento in cui l’utente completa l’azione, mentre quella importata viene caricata in un secondo momento da una fonte esterna. Entrambe concorrono al rendiconto delle campagne, ma seguono percorsi tecnici diversi.

Quali dati sono obbligatori per importare una conversione?

Sono necessari almeno l’identificatore del clic, la data e l’ora dell’evento. Il valore monetario è facoltativo, ma consigliato quando si vuole ottimizzare la campagna in base al ritorno economico.

Perché alcune conversioni importate vengono scartate?

I motivi più comuni sono l’assenza dell’identificatore del clic, un formato di data non valido o un intervallo di tempo troppo ampio tra clic e conversione. Anche un identificatore già utilizzato può causare lo scarto della riga.

Le conversioni importate influenzano le strategie di offerta automatica?

Sì, se l’azione di conversione è inclusa tra quelle considerate dalla strategia di offerta. In questo caso la piattaforma le utilizza per aggiustare le offerte, purché i dati arrivino con regolarità e siano affidabili.

Quanto tempo resta valido l’identificatore del clic?

La finestra di attribuzione dipende dal tipo di conversione e dalle impostazioni dell’azione. In generale, più lungo è l’intervallo tra clic e conversione, maggiore è il rischio che il dato non venga associato correttamente.

Si possono importare conversioni con valore in valute diverse?

Il valore deve essere espresso nella valuta del conto Google Ads. Se la fonte esterna utilizza una valuta differente, occorre convertire gli importi prima del caricamento per evitare errori nel rendiconto.

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