Nel linguaggio del web, creare un link HTML significa inserire nel codice di una pagina un riferimento ipertestuale che collega quella pagina a un’altra risorsa, sia essa un’altra pagina dello stesso sito, un sito esterno, un documento, un’immagine o un indirizzo di posta elettronica. Il link è l’elemento che ha reso il web una rete di contenuti interconnessi: senza collegamenti, ogni pagina resterebbe isolata e non sarebbe possibile la navigazione così come la conosciamo. Dal punto di vista del codice, il link si realizza con l’elemento di ancoraggio, indicato con il tag a, accompagnato da un attributo che specifica la destinazione.
Per chi si occupa di ottimizzazione per i motori di ricerca, comprendere come si crea un link HTML non è solo una questione tecnica, ma anche una scelta strategica. Il testo visibile del collegamento, l’indirizzo di destinazione e gli attributi aggiuntivi influenzano il modo in cui i motori di ricerca interpretano la relazione tra le pagine. Un uso corretto dei collegamenti favorisce la scansione del sito, distribuisce autorità tra le pagine e migliora l’esperienza di chi naviga. Questa voce raccoglie le nozioni essenziali, i tipi di collegamento, le buone pratiche e gli errori più comuni.
Che cosa significa creare un link HTML
Creare un link HTML vuol dire scrivere un’ancora, cioè un elemento che il browser trasforma in una porzione di testo o in un’immagine cliccabile. La forma più semplice prevede un attributo obbligatorio che contiene l’indirizzo di destinazione e un contenuto, ovvero il testo che l’utente vede e seleziona. Quando l’utente attiva il collegamento, il browser richiede la risorsa indicata e la mostra nella finestra corrente o in una nuova scheda, a seconda delle impostazioni.
L’ancora può puntare a una risorsa esterna, a una pagina interna, a una sezione specifica della stessa pagina oppure a un’azione come l’apertura del programma di posta. In tutti i casi il principio è lo stesso: un indirizzo di destinazione e un contenuto attivabile. La differenza tra i vari tipi di collegamento sta nella natura dell’indirizzo e negli attributi che lo accompagnano.
Le tipologie principali di collegamento
I collegamenti si distinguono in base alla destinazione e alla funzione. Riconoscere la tipologia aiuta a scegliere il formato corretto e a impostare gli attributi giusti.
Collegamenti interni ed esterni
Un collegamento interno punta a una pagina dello stesso sito e serve a costruire la struttura di navigazione, a distribuire rilevanza tra le sezioni e a guidare l’utente verso contenuti correlati. Un collegamento esterno punta a un dominio diverso e serve a citare una fonte, a offrire un approfondimento o a rimandare a una risorsa di terze parti. La distinzione non dipende dal testo visibile, ma dall’indirizzo di destinazione.
Ancore, posta elettronica e telefono
Oltre ai collegamenti tra pagine, esistono forme speciali. L’ancora interna punta a un’area precisa della stessa pagina, identificata da un attributo di nome o da un identificatore. Il collegamento di posta elettronica apre il client di posta con il destinatario già inserito. Il collegamento telefonico avvia una chiamata sui dispositivi mobili. Sono tutti realizzati con lo stesso elemento di ancoraggio, ma con indirizzi di tipo diverso.
Gli attributi più importanti dell’ancora
L’attributo che contiene l’indirizzo è obbligatorio: senza di esso l’ancora non funziona come collegamento. Accanto a questo, esistono attributi facoltativi che modificano il comportamento del link e forniscono informazioni aggiuntive ai browser e ai motori di ricerca.
Un attributo consente di aprire la destinazione in una nuova scheda o finestra. Un altro specifica la relazione tra la pagina di origine e quella di destinazione, ed è utile per segnalare collegamenti sponsorizzati o non controllati. Esiste anche un attributo che suggerisce al browser di non inviare informazioni di riferimento alla pagina di destinazione. Questi attributi non cambiano il testo visibile, ma incidono sul modo in cui il collegamento viene trattato.
Confronto tra i tipi di collegamento
La tabella seguente riassume le differenze principali tra le forme di collegamento più usate, con la destinazione tipica e l’effetto sul comportamento del browser.
| Tipo di collegamento | Destinazione | Comportamento tipico | Uso principale |
|---|---|---|---|
| Interno | Pagina dello stesso sito | Apre nella stessa scheda | Navigazione e struttura |
| Esterno | Dominio di terze parti | Apre nella stessa scheda o in una nuova | Citazioni e approfondimenti |
| Ancora interna | Sezione della stessa pagina | Scorre fino all’area indicata | Indice e collegamenti rapidi |
| Posta elettronica | Indirizzo di posta | Apre il client di posta | Contatti e richieste |
| Telefonico | Numero di telefono | Avvia la chiamata sui dispositivi mobili | Contatto immediato |
Buone pratiche per creare link efficaci
Un collegamento ben costruito è chiaro per l’utente e comprensibile per i motori di ricerca. Il testo visibile dovrebbe descrivere la destinazione in modo sintetico, evitando formule generiche che non comunicano nulla. Indirizzi puliti e leggibili facilitano la condivisione e riducono gli errori di copia. Infine, la coerenza tra il contenuto della pagina di origine e quello della destinazione migliora la pertinenza complessiva.
- Scegli un testo visibile descrittivo che anticipi il contenuto della destinazione.
- Verifica che l’indirizzo di destinazione sia corretto e raggiungibile prima della pubblicazione.
- Evita di aprire troppe destinazioni esterne in nuove schede, per non disorientare chi naviga.
- Usa i collegamenti interni per collegare contenuti correlati dello stesso sito.
- Segnala i collegamenti sponsorizzati o non controllati con l’attributo appropriato.
- Mantieni un numero ragionevole di collegamenti per pagina, privilegiando quelli utili.
- Controlla periodicamente i collegamenti per individuare quelli non più funzionanti.
- Assicurati che il collegamento sia riconoscibile anche senza l’uso del colore.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra un collegamento interno e uno esterno?
Un collegamento interno punta a una pagina dello stesso sito, mentre uno esterno punta a un dominio di terze parti. La distinzione riguarda solo la destinazione, non il codice usato per crearli.
Il testo visibile del collegamento influisce sul posizionamento?
Il testo visibile aiuta i motori di ricerca a capire l’argomento della pagina di destinazione. Un testo descrittivo e pertinente è preferibile a formule generiche prive di informazioni.
Quando conviene aprire un collegamento in una nuova scheda?
In genere conviene per le destinazioni esterne che l’utente potrebbe voler consultare senza abbandonare la pagina di partenza. Per la navigazione interna è preferibile mantenere la stessa scheda.
Che cosa indica l’attributo di relazione?
Indica il tipo di rapporto tra la pagina di origine e quella di destinazione. Serve a segnalare, tra le altre cose, collegamenti sponsorizzati o non controllati dall’autore del sito.
Un collegamento può puntare a una sezione della stessa pagina?
Sì, utilizzando un’ancora interna che fa riferimento a un identificatore presente nella pagina. In questo modo il browser scorre direttamente fino all’area indicata.
Perché alcuni collegamenti smettono di funzionare?
Accade quando la pagina di destinazione viene spostata, rinominata o rimossa senza aggiornare l’indirizzo. Un controllo periodico dei collegamenti aiuta a individuare e correggere questi casi.
Voci correlate:
Collegamento ipertestuale Esempio di link Seo internal linking Link Internal link
