L’AI Act è il regolamento europeo che classifica i sistemi di intelligenza artificiale in base al livello di rischio, imponendo obblighi crescenti man mano che il rischio per i diritti delle persone aumenta. Entrato in vigore nel 2024, si applica progressivamente a fasi fino al 2027.
La classificazione del rischio nell’AI Act
Rischio inaccettabile
Pratiche vietate: sistemi di manipolazione subliminale, social scoring, riconoscimento biometrico in tempo reale in spazi pubblici (con limitate eccezioni).
Rischio alto
Sistemi usati in ambiti sensibili (selezione del personale, credito, sanità): obblighi stringenti di trasparenza, documentazione e supervisione umana.
Rischio limitato
Sistemi come chatbot e contenuti generati dall’AI: obbligo di trasparenza verso l’utente (es. dichiarare che si sta interagendo con un’AI).
Rischio minimo
La maggior parte delle applicazioni AI attuali (filtri spam, videogiochi): nessun obbligo specifico oltre alle normative generali già esistenti.
Cosa cambia concretamente per un’azienda con sito web
Per la maggior parte dei siti aziendali che utilizzano AI in modo standard (chatbot di assistenza, generazione contenuti, raccomandazioni prodotto), gli obblighi principali riguardano la trasparenza: informare chiaramente l’utente quando interagisce con un sistema automatizzato o quando un contenuto (immagine, testo, video) è generato o manipolato dall’AI.
Le aziende che sviluppano o integrano sistemi AI classificati ad alto rischio devono invece rispettare requisiti molto più stringenti di documentazione, gestione del rischio e supervisione umana, con sanzioni che possono arrivare fino a una percentuale significativa del fatturato globale annuo per le violazioni più gravi.
Cosa fare nel frattempo
Anche per le aziende che non rientrano nelle categorie ad alto rischio, è buona pratica iniziare a documentare dove e come l’AI viene utilizzata nei propri processi digitali (contenuti, customer service, marketing), sia per conformità normativa sia perché la trasparenza sull’uso dell’AI sta diventando un fattore di fiducia per gli utenti — un principio che si lega anche a una solida strategia di brand authority.
Domande frequenti sull’AI Act
L’AI Act si applica solo alle aziende europee?
No, si applica a qualsiasi fornitore o utilizzatore di sistemi AI i cui output sono utilizzati nell’Unione Europea, indipendentemente dalla sede legale dell’azienda.
Un semplice chatbot sul sito richiede adempimenti particolari?
Generalmente rientra nel rischio limitato: l’obbligo principale è informare chiaramente l’utente che sta interagendo con un sistema automatizzato.
Da quando si applicano gli obblighi dell’AI Act?
Il regolamento prevede un’applicazione progressiva su più anni dall’entrata in vigore: è consigliabile verificare il calendario aggiornato sulle fonti ufficiali dell’Unione Europea, poiché le scadenze specifiche per categoria di obbligo possono essere soggette a chiarimenti.
Fonte ufficiale: Commissione Europea, quadro normativo sull’intelligenza artificiale.

